“Cambiare tutto per non cambiare nulla” o…?

di Giulia Fiore

E’ il giovane Tancredi nel romanzo Il Gattopardo a pronunciare questa famosa frase che esprime un paradosso riferito ai cambiamenti politici e sociali del tempo (e ahimè non solo di quel tempo) ma che può rappresentare la naturale contraddizione della natura e del sentire umano.

Alla nostra insoddisfazione, stanchezza e senso di inadeguatezza tendiamo a cercare responsabilità esterne e quindi a pensare a soluzioni, talvolta anche radicali, volte a modificare o a cambiare solamente il contesto fuori da noi e l’ambiente in cui viviamo.

E, soprattutto nell’ultimo periodo, ecco un fiorire di consigli, libri, blog e portali che invitano mollare la propria vecchia vita e lavoro, a trasferirsi altrove, a cercare nuove relazioni lasciandosi alle spalle la propria storia.

La tentazione di dare un calcio a tutto la conosciamo bene ma il rischio che ciò porti a non cambiare nulla del proprio sé è molto elevato: ogni rivoluzione corre il pericolo di essere neutralizzata dalle nostre strutturali inquietudini, stanchezze, inadeguatezze. Le nostre abitudini, capacità di relazione e, più profondamente, il nostro copione di vita sono più forti e alla fine prevalgono con discreto successo. Insomma: una gran fatica per niente o quasi niente.

Allora? Quale può essere una strada efficace?

Riflettiamo sul paradosso al contrario: Cambiare niente per cambiare tutto. Non l’ha detto o scritto nessuno di famoso eppure il cambiamento nascosto, quello profondo, quello invisibile che parte dal profondo di se stessi, quello sì che, come le vibrazioni di un piccolo terremoto, si propaga verso la superficie e può modificare anche l’ambiente esterno.

Apparentemente nulla cambia perché continuiamo a vivere nella stessa famiglia, a lavorare con le stesse persone e a abitare gli stessi luoghi ma una accresciuta consapevolezza del potere delle proprie risorse e lo sviluppo di un “locus of control” interno più protagonista è in grado di trasformarci aprendo a nuovi desideri e possibilità di scelta.

E’ la strada del self empowerment che può portare a costruire una nuova visione positiva di noi stessi, facendoci scoprire capacità e coraggio già presenti nel nostro profondo ma ancora nascosti, ed è anche una filosofia di vita, improntata alla saggezza di chi riesce a valorizzare e a scegliere ciò che per noi è autenticamente beneficante, anche senza fuggire ai Caraibi!

Una responsabilità, dunque, che implica pensare al cambiamento come a una trasformazione di ciò che siamo e abbiamo già piuttosto che alla sostituzione delle componenti della propria esistenza.

Trasformare deriva dire infatti da trans (=oltre) + formare (= dare forma), significa quindi “formare al di là”, cioè “formare nel profondo”, “formare dentro”; la trasformazione non è creazione, esiste piuttosto qualcosa di latente che con il processo di trasformazione prende forma e sostanza.

Questo cambio di prospettiva e di approccio possono avvenire attraverso un percorso mentale e motivazionale che è  apprendibile ed esercitabile ed è focalizzato sull’ alimentare e realizzare i propri desideri più che sulla necessità di colmare lacune e bisogni.

Per tutti è possibile approfondire con l’aiuto di un libro e provarci da soli o con il supporto metodologico specialistico offerto dal counseling.

Allora?  Sei pronto a cambiare ops .. a tras-formare la tua vita?

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Massimo Bruscaglioni, Persona Empowerment, Franco Angeli Editore 

Lorenza Dallago, Che cos’è l’Empowerment, Carocci Editore

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