Italians do it better

Dopo anni di grandi difficoltà del nostro mercato del lavoro, fughe di cervelli all’estero, auto flagellazioni sul nostro sistema paese, tanti di noi vorrebbero invertire la tendenza e con uno scatto d’orgoglio far vedere quanto valiamo, senza dover aspettare che la nostra nazionale di calcio vinca ai mondiali :-)! In un’intervista, pubblicata su Direzione del Personale di giugno, Cervelli stranieri in Italia, alcuni nostri colleghi raccontano l’impatto nel mondo nel lavoro in Italia, come ci vedono, come ci percepiscono.

Ma noi, come ci vediamo, come ci percepiamo, in che cosa siamo davvero bravi? Quali sono le nostre capacità, quelle su cui possiamo e dobbiamo puntare? Quelle abilità che le nostre aziende dovrebbero esaltare e non ingabbiare? Quelle capacità che le Risorse Umane dovrebbero riconoscere e premiare?

Mi piacerebbe raccogliere in una nuova intervista le testimonianze di chi ha o ha avuto esperienze di lavoro all’estero o con stranieri e che, proprio grazie al confronto con la diversità, si è reso conto che in alcune cose siamo proprio proprio speciali.

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Luciana

Ma a chi e a cosa serve il Bilancio delle Competenze? Domande e risposte per persone che cercano

bilancia

“Essere ciò che siamo e diventare ciò che siamo capaci di diventare è il solo fine della vita.”

(Robert Louis Stevenson)

Alberto: Da un po’ di tempo sto pensando di cambiare lavoro. Dove sono ora mi sento un po’ stretto, sottoutilizzato direi…ho sentito parlare di Bilancio di Competenze. Che cosa è esattamente e quanto pensi mi possa essere utile?

Giulia: Il Bilancio di Competenze è un processo che accompagna le persone in una riflessione sulla propria dimensione professionale, integrando il passato e il presente professionale con l’obiettivo di definire un progetto per il futuro. Se la tua insoddisfazione ti spinge a cercare nuove strade, sbocchi lavorativi diversi il BC potrebbe aiutarti a fare il punto della tua situazione professionale e a costruire un progetto di ricerca o all’interno della tua azienda oppure in altri contesti.

Alberto: E cosa intendi esattamente per ‘punto della situazione professionale’?

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A passo d’uomo

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di Giulia Fiore

Il mondo del lavoro particolarmente in questo periodo ci presenta molte situazioni di disagio e capita di  entrare in contatto con persone preoccupate, talvolta disperate, spessissimo arrabbiate, per le difficoltà del momento e per l’assenza di prospettive; prima ancora della ricerca di soluzioni concrete i primi interrogativi che emergono in questi casi riguardano la nostra capacità di rispondere a domande importanti: “quali sono le parole giuste per dare una forma a questa sofferenza?”,  “come si può dar voce alla comprensione e alla accoglienza di questa difficoltà?”.

A volte la semplice la narrazione può non essere sufficiente perché rischia di appiattire i sentimenti e le emozioni in una sequenza di fatti e di conseguenze logiche o illogiche.

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